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La prima rete europea di media islamici
Si chiama Emin - “European Network of Islamic Media” - ed è la prima rete europea creata con lo scopo di riunire i mass media gestiti da musulmani che si riconoscano in un Islam integrato nella cultura e nella società laica e multireligiosa europea, lontano dalle correnti ideologiche delle moderne forme di islamismo radicale.
Per questo motivo, nella volontà di ampliare la partecipazione al dibattito culturale, politico e intellettuale all’interno e al di fuori del mondo islamico, Islamicità ha aderito allo “European Network of Islamic Media” assieme ai principali organi di informazione gestiti da musulmani di 12 Paesi europei fra cui Spagna, Francia, Regno Unito, Germania, Russia, Bosnia, Croazia, Serbia, Svezia, Estonia, Repubblica Ceca e Finlandia.
I promotori dell’iniziativa – che mira ad “unificare gli sforzi al fine di promuovere una valida alternativa alla propaganda estremista sull’Islam e l’Occidente, sviluppando uno standard professionale basato su principi comuni” – sono due fra i principali siti europei dedicati alla cultura e al mondo islamico attuale: saphirnews.com per la Francia e webislam.com per la Spagna, gestito dalla Junta Islamica, associazione spagnola che ha ospitato il 14 e 15 novembre 2008, a Madrid, la conferenza che ha visto la nascita del nuovo Network, dove Islamicità è stata invitata come unica rivista on-line italiana.
All’evento hanno partecipato alcuni esponenti del Ministero di Giustizia spagnolo, che ha promosso l’incontro, imprenditori nelle nuove tecnologie, fra cui un rappresentante di Google Spain, nonché enti che collaborano a livello governativo per lo studio del fenomeno del radicalismo in internet, come lo statunitense Evan Kolhman della NEFA Foundation, che ha affermato: «Questo Network è la prima realtà del genere costituita da media islamici per promuovere in internet la conoscenza del vero Islam, religione che promuove la pace, e che nulla ha a che vedere con quella forma di islamismo violento e contraffatto, diffuso dai fondamentalisti nei loro siti».
«Esiste un elevato numero di organizzazioni e giornali on line in Europa – ha proseguito Mansur Escudero, presidente della Junta Islamica – che sono indipendenti, basati su una comunità locale, ma che hanno al contempo la possibilità di raggiungere milioni di visitatori. L’importanza del nuovo Network europeo sarà proprio quella di mettere assieme questo potenziale, favorendo al contempo la comunicazione fra le comunità islamiche in tutta Europa che potranno trovare in esso un nuovo strumento per sviluppare un confronto anche su problematiche concrete che coinvolgono i musulmani in Europa».
Alcune sono già le iniziative del Network programmate durante le due giornate di lavoro a Madrid, durante le quali i giornalisti musulmani hanno portato avanti la prima sessione di lavoro per definire le prossime tappe fra le quali la stesura di una Carta dei Valori, la gestione di un portale web (già operativo all’indirizzo www.eminetwork.eu) all’interno del quale i vari membri possono pubblicare periodicamente contributi, e la creazione di un’agenzia di stampa per coordinare la diffusione di nuove notizie.
«Gran parte della cattiva informazione inerente all’Islam – ha spiegato il giornalista statunitense Zahed Amanullah, editor di www.altmuslim.com e collaboratore di alcuni quotidiani americani – derivano dalla velocità con cui alcune notizie vengono interpretate e amplificate senza alcuna possibilità di controllo (pensiamo ad alcuni casi emblematici come la crisi delle “vignette danesi”). Un importante obiettivo di questo nuovo Network sarebbe quello di creare una voce autorevole europea alla quale possano rivolgersi gli organi di informazione, di frequente spaesati nella ricerca di una voce rappresentativa. Questo vuoto viene ancora troppo spesso colmato proprio dagli esponenti più radicali. Molti problemi sono nati dall’incapacità da parte del mondo islamico di gestire prima al proprio interno la ricaduta di alcune informazioni o eventi, e di moderare così la diffusione incontrollata di notizie dei “casi” mediatici».
In effetti la moderazione, intesa nel suo senso più elevato di ricerca di equilibrio e armonia, è uno dei principi islamici ai quali ogni musulmano - letteralmente “colui che è sottomesso a Dio nella pace” – è tenuto a rifarsi in ogni ambito della vita e della partecipazione attiva alla società da un punto di vista civile, culturale e religioso. Il contributo che i musulmani potrebbero allora dare nel campo della comunicazione mass-mediatica potrebbe essere tanto più efficace nella misura in cui essi siano in grado di mettere in pratica quel carattere di rigore, sobrietà e intelligenza al quale ogni credente è chiamato, specialmente in un momento nel quale un utilizzo poco ponderato del linguaggio sembra essere sempre più incline a un basso standard qualitativo.
Salutiamo positivamente la nascita di un Network di musulmani europei, con l’auspicio che possa in futuro dimostrarsi come un’ulteriore valida occasione per portare avanti il lavoro di testimonianza del carattere universale dell’Islam, religione diffusa da 14 secoli fra molteplici popoli e culture. In questo senso, la visibilità offerta a riviste e associazioni di musulmani europei e occidentali, tutti pienamente integrati nel tessuto sociale così come nel dibattito culturale e religioso, rappresenta già di per sé un buon segnale.
Yahya 'Abd al-Ahad Zanolo 15 gennaio 2009
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