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Ramadân 1429 Selezione di Versetti del Sacro Corano e Detti dell’Inviato di Dio Prima parte All’inizio di questo mese di Ramadan 1429, e con i migliori auguri a tutti i suoi lettori musulmani, Islamicità propone una traduzione di alcuni versetti del Sacro Corano e di alcuni detti e fatti (ahâdîth) dell’Inviato di Dio, il Profeta Muhammad (su di lui la preghiera e la pace), i quali saranno pubblicati durante l’arco del mese sulla rivista. L’insieme del Corano (Qur’ân, parola che significa Recitazione), e della Sunna, ossia la Tradizione del Profeta, costituisce la Rivelazione islamica, fonte della religione per tutti i musulmani: per ogni questione, piccola o grande, è a esse che il credente si deve riferire, tramite la guida dei sapienti, poiché esse non sono opera dell’uomo ed espressione della sua ragione limitata, ma una manifestazione diretta e simbolica della stessa Parola di Allâh discesa su un Profeta illetterato. Il Sacro Corano è una Luce e una Guida che conduce i credenti alla salvezza dell'anima e all’incontro con Dio, scopo ultimo cui aspirano tutti gli esseri. Secondo la tradizione islamica, Dio fece discendere interamente il Sacro Corano su Muhammad nella ventisettesima notte del mese di Ramadân. Le circostanze successive della vita del Profeta avrebbero poi costituito l’occasione per la rivelazione in maniera distinta delle sure e di gruppi di versetti. Proprio per questo, il testo del Corano non può essere interpretato se non attraverso l’esempio del Profeta. È dunque l’unità del Corano e della Sunna che consente ai credenti di leggere e vivere la Rivelazione. Per il credente, la pratica del rito del digiuno in questo mese di Ramadân costituisce, nel suo senso più elevato, un mezzo di avvicinamento alla condizione del Profeta, la condizione del digiunatore perfetto, che si astiene dalle illusioni del mondo e dalla propria limitata visione della realtà e che può così accedere, per elezione divina, alla dimora dello Spirito e al colloquio con il Signore dei mondi. Islamicità consiglia inoltre ai suoi lettori alcuni testi apparsi su questa stessa rivista lo scorso anno, contenuti nella sezione “Religione”: “Ramadân e il Suo digiuno” e Laylat al-Qadr, la Notte del Destino”.
O voi che credete, v’è prescritto il digiuno come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che possiate divenire timorati di Dio, – per un numero determinato di giorni; ma chi di voi è malato o si trovi in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni. Quanto agli abili che lo rompano, lo riscatteranno col nutrire un povero. Ma chi fa spontaneamente del bene, meglio sarà per lui; il digiuno è un’opera buona per voi se ben lo sapeste! È il mese di Ramadân, il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e discriminazione; non appena ne vedete la nuova luna, digiunate per tutto quel mese, e chi è malato o in viaggio digiuni in seguito per altrettanti giorni. Iddio desidera agio per voi, non disagio, e vuole che compiate il numero dei giorni e glorifichiate Iddio, perché vi ha guidato sulla retta Via, nella speranza che gli siate grati. Quando i Miei servi ti chiedono di Me, Io sono vicino; ed esaudirò la preghiera di chi prega quando Mi prega; ma essi Mi rispondano e credano in Me, a che possano esser nel vero. Surat al-Baqara (La sura della Vacca, II del Sacro Corano), vv. 183-186
Chi fa il digiuno ha due gioie: l’una al momento in cui lo interrompe, l’altra quando incontra il suo Signore. Muslim 13:163
la Redazione 02 settembre 2008
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