Ramadân 1429
Selezione di Versetti del Sacro Corano e Detti dell’Inviato di Dio
Terza ed ultima parte
Giunge al termine la selezione di versetti coranici e detti del Profeta in questo mese di Ramadân su Islamicità. L’importanza degli ultimi dieci giorni del mese di Ramadân è data principalmente dal fatto che la notte in cui fu rivelato il Corano al Profeta Muhammad, in arabo laylatu-l-qadr, la Notte della Predestinazione, è tradizionalmente riconosciuta nella ventisettesima notte di questo mese sacro, che cadrà quest’anno sabato 27 settembre 2008.
Dal Sacro Corano
Come tutti i versetti che compongono la rivelazione coranica, anche quelli che seguono hanno un carattere simbolico e sacro che veicola dei significati principalmente religiosi e spirituali, e non possono assolutamente essere ridotti a una lettura “letteralista”. I versetti che proponiamo ai lettori di Islamicità sono i primi cinque della surat al-‘Alaq, la Sura del grumo di sangue. Si tratta dei primi versetti rivelati in modo distinto al Profeta Muhammad durante la Notte della Predestinazione (laylatu-l-qadr). Segue quindi la surat al-Qadr, la Sura della Predestinazione, che rivela proprio il senso spirituale di tale notte.
In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso,
Leggi! Nel Nome del Tuo Signore che ha creato
Che ha creato l’uomo da un grumo di sangue,
Leggi! E il tuo Signore è il Più Generoso,
Egli che insegna all’uomo con il Calamo,
Insegna all’uomo ciò che egli non sa.
Surat al-‘Alaq (La sura della grumo di sangue, XCVI del Sacro Corano), vv. 1-5
In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso,
In verità Noi Lo abbiamo disceso rivelandoLo nella Notte della Predestinazione
E che ti fa intendere cosa sia la Notte della Predestinazione?
La Notte della Predestinazione è migliore di mille mesi:
Scendono in essa gli Angeli e lo Spirito
Col permesso del loro Signore, fissando ogni ordine di realtà.
Essa è pace fino allo spuntare dell’alba.
Surat al-Qadr (La sura della Predestinazione, XCVII del Sacro Corano)
Dai detti e fatti (ahâdîth) dell’Inviato di Dio
Narrò ‘Aisha:
La prima volta che la rivelazione si manifestò all'Inviato di Dio – su di lui la pace e la benedizione di Dio – fu con una buona visione nel sonno; tutte le visioni che vedeva gli giungevano simili al chiarore dell'alba. Poi prese amore alla solitudine, si isolava nella grotta di Hirâ' e vi si dava alla devozione, cioè all'adorazione, per molte notti, prima di tornare in famiglia. Perciò si riforniva di provviste, poi tornava da Khadîja e di nuovo si riforniva, finché giunse la Verità, mentre stava nella grotta di Hirâ'. Venne a lui l'angelo e gli disse:
" Leggi! "
Egli raccontò:
Gli dissi: "Non so leggere ". Allora mi afferrò e mi strinse fino al limite della sopportazione, poi mi lasciò e disse:
" Leggi ". Risposi: "Non so leggere ". Mi afferrò e mi strinse per la seconda volta, fino al limite della sopportazione, poi mi lasciò e disse: "Leggi, nel nome del tuo Signore, che ha creato. Che ha creato l'uomo da un grumo di sangue! Leggi! E il tuo Signore è il più generoso ". (XCVI, 1-3).
Dopo questo l'Inviato di Dio – su di lui la pace e la benedizione di Dio – tornò a casa col cuore tremante, si presentò a Khadîja figlia di Khuwaylid, e disse:
Coprimi, coprimi! Lo coprì col mantello finché lo spavento lo lasciò; parlò allora a Khadîja informandola dell'accaduto: " Ho temuto per la mia vita ". Khadîja gli disse:
No, mai Iddio ti farebbe del male; tu infatti sei fedele ai legami del sangue, sopporti tutto, guadagni quel che occorre, ricevi generosamente l'ospite e soccorri le vere sventure.
Khadîja lo condusse poi da Waraqah figlio di Nawfal, cugino paterno di lei, un uomo che si era fatto cristiano all'epoca del paganesimo. Conosceva l’ebraico e aveva tradotto quel che Dio gli aveva ordinato del Vangelo in ebraico. Di età molto avanzata, era diventato cieco. Khadîja gli disse:
" Cugino, ascolta il figlio di tuo fratello ", e Waraqah gli disse: " Figlio di mio fratello, che cosa hai veduto? ". L'Inviato di Dio – su di lui la pace e la benedizione di Dio – gli narrò quel che aveva veduto, e Waraqah spiegò:
" Questo è il Namus (Legge), che Dio fece scendere su Mosè. Voglia Iddio che ciò avvenga, e che io sia vivo quando il tuo popolo ti caccerà! "
Disse l'Inviato di Dio:
" Mi cacceranno via? "
" Si! nessuno è mai venuto, portando cose simili a quelle che porti tu, senza che avvenisse questo. Se il tuo giorno troverà ancora in vita, ti sosterrò col mio valido aiuto ". Subito dopo questi fatti Waraqah morì e per un certo periodo la rivelazione fu interrotta.
Sahih Bukhari, I
Riferisce ‘Aisha: Chiesi: «Inviato di Dio, se sapessi qual è la Notte del Destino, che cosa dovrei dire durante quella notte?». Egli rispose: «Dovrai dire: O Dio che sei misericordioso e ami il perdono, perdonami».
Ibn Hanbal, Ibn Maja, Tirmidhi
Cerca la Notte della Predestinazione tra le notti dispari delle ultime dieci notti del mese di Ramadân.
Sahih Bukhari, XXXII
La Redazione
21 settembre 2008 |