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Religione e conoscenza per una vera Pace
Nella prestigiosa sala delle Cariatidi di Palazzo Reale a Milano si è tenuto giovedì 22 novembre un importante incontro interreligioso organizzato dalla Fondazione Maimonide dal titolo “le religioni: strumenti di pace”. Da subito l’incontro ha sottolineato la grande funzione delle religioni a promuovere la coesistenza pacifica, la conoscenza reciproca e la volontà di non identificare le confessioni con istanze ideologiche, settarie o fondamentaliste. Diversamente, l’intervento dello Shaykh ‘Abd al Wahid Pallavicini, partendo dall’etimologia della parola islam, che significa pace, pace per quegli uomini di buona volontà che “vogliono fare la volontà di Dio”, e riconoscendo in questa accezione di “musulmani”, ossia sottomessi alla volontà divina, i credenti di tutte le religioni del monoteismo abramico, ha invece identificato nel razionalismo storicista hegeliano uno dei peggiori veleni dell’Occidente. E’ proprio questa propensione razionalistica, che abdicando all’intellectus agens, ha erroneamente identificato l’islam con le frange fondamentaliste. L’Islam, religione rivelata, caratterizzata dall’irruzione del sacro e dall’intelligenza dello Spirito, non può essere definita “costituzionalmente irrazionale”, né confusa con la sua contraffazione ideologica, o storico politica. Per questo anche dalle considerazioni di Lav Laras, tratte da un insegnamento tradizionale ebraico, il Trattato dei Padri, che recita: “chi dice: quello che è mio è tuo e quello che è tuo è tuo, è un uomo pio” viene evidenziato un valore conoscitivo universale che richiama l’uomo a saper cogliere il suo vero ed unico collegamento a Dio, in un’intuizione intellettuale che va bel oltre la ratio di ciò che è giusto o sbagliato sul piano orizzontale. La serata non si è pertanto esaurita nell’ espressione di buoni sentimenti, ed ha invece aperto un vero e proprio dibattito intellettuale nel quale le religioni non si sono limitate ad uno sterile dialogo orizzontale, ma a proporre delle categorie e degli strumenti conoscitivi che possono costituire una grande risorsa anche per quel mondo laico che in primis si trova implicato a dover scongiurare lo scontro tra Oriente e Occidente. Complementare agli esponenti religiosi, De Bortoli, ricordando le grossolane previsioni degli anni sessanta che avevano preconizzato la scomparsa delle religioni e della loro funzione nella civiltà moderna, ha ribadito che la questione del dialogo tra le civiltà è una necessità che il nuovo scenario mondiale impone e raccomanda a credenti e non credenti. Nell’ospitare, questo convegno, è stato dato un segnale importante anche dal Comune di Milano e dal suo Presidente Manfredi Palmeri, che si è fatto promotore di iniziative interculturali che fanno di Milano un esempio nella promozione del dialogo confessionale e della volontà di inserire le religioni nell’attuale dibattito culturale ed intellettuale. L’incontro di Palazzo Reale potrebbe essere prodromo all’iniziativa ancora in fieri che, accesa con la lezione di Ratisbona, ha condotto 138 sapienti islamici tra cui l’Imam Yahya Pallavicini, autore del libro Dentro la Moschea, appena pubblicato, a richiedere un confronto sapienziale con Papa Benedetto XVI e che potrebbe svolgersi in una serie di incontri e seminari conoscitivi.
'Abd as-Sabur Turrini 5 dicembre 2007 |