Dentro la moschea

 

È in libreria dal 31 ottobre Dentro la Moschea, il nuovo libro del vicepresidente della Co.Re.Is. Italiana Yahya Pallavicini. Dentro la Moschea, edito da BUR nella collana Futuro-Passato, è un libro nuovo sotto molti aspetti, un libro che segna un passo decisivo per la conoscenza dell’Islâm in Italia. L’imâm della Moschea al-Wâhid, in via Meda a Milano, ci prende per mano e ci porta all’interno del tempio di una comunità islamica, un luogo dove da anni alcuni cittadini italiani si ritrovano per le ritualità islamiche e per condividere un cammino religioso e spirituale.
«Chi sono, cosa pensano, cosa dicono gli imâm italiani. I versetti del Corano e la vita dei fedeli. L’identità, il credo, i riti, la tradizione. Voci, storie, sermoni di una comunità islamica nel cuore dell’Occidente», dice il sottotitolo. Dentro la Moschea sembra essere un ulteriore approfondimento della testimonianza islamica portata avanti dall’autore già nel precedente L’Islam in Europa (Il Saggiatore, 2004): ma ora non si tratta più soltanto delle riflessioni di un imâm italiano – come recitava il sottotitolo del precedente libro – riflessioni che spiegano i principi fondamentali dell’Islam e tracciano alcuni possibili scenari per il futuro della religione islamica in Europa.
In Dentro la Moschea sono gli stessi musulmani a testimoniare direttamente la loro vita religiosa. Come avviene nella ritualità della salâh, la preghiera islamica, dove l’imâm guida i fedeli precedendoli nella recitazione, e questi lo seguono, affinché la Presenza di Dio tramite la Sua Parola sia una in tutti, così l’imâm Yahya Pallavicini inizia a dare la parola a uomini e donne che attraverso testimonianze, ricordi, sermoni, mostrano cosa sia una vita vissuta con l’intento di sacralizzare ogni istante e ogni gesto, dal più semplice al più elevato, per scoprire che Iddio è presente ovunque il credente lascia che Egli Si riveli.
Ash-shhadu an lâ ilaha illâ Allâh, attesto che non c’è dio se non Iddio, dice la testimonianza di fede che ogni musulmano ripete più volte al giorno nella ritualità; e la vita del credente è proprio lo sforzo incessante di comprendere e assaporare sempre più in profondità questa verità, attraverso l’esempio e la guida del Profeta: wa ash-shhadu anna Muhammadan rasûluLlâh, e attesto che Muhammad è l’Inviato d’Iddio, come dice la seconda parte della testimonianza di fede. Questo libro è proprio il tentativo, certo raro nell’Occidente attuale, di mostrare come anche l’Islam, terza Rivelazione del monoteismo abramico, sia una religione; e l’unico scopo di ogni religione è quello di avvicinare l’uomo a Dio, a prescindere dalla nazionalità, dalla cultura, dalla professione.
Una chiosa al titolo: per indicare la moschea, esistono in arabo due termini: jâmi’, luogo di riunione, e masgid, luogo di prosternazione. Il libro di Yahya Pallavicini mostra come la moschea non possa e non debba essere profanata facendone un centro di propaganda ideologica, ma costituisca invece un luogo di riunione per l’invocazione di Dio e nello stesso tempo un luogo di prosternazione, sujûd, per simbolizzare anche fisicamente l’intimità tra l’Adorato e l’adoratore. Nel momento rituale della prosternazione, infatti, il fedele riconosce la propria pochezza dinnanzi al Signore e si sforza di conformarsi alla Sua Volontà.
In tempi in cui la parola Islâm suscita spesso timore e sconcerto in molti europei, ecco un libro che contribuisce a fornire quella conoscenza religiosa di cui si avvertiva la mancanza: l’Islâm che traspare dalle diverse voci di imâm è una religione universale e profondamente spirituale, nient’affatto un’ideologia, ma una sapienza sacra d’origine divina. Dentro la Moschea mostra che l’Islâm in Italia non è solo quello degli immigrati dei paesi africani, arabi, asiatici, e nemmeno soltanto quello degli integralisti; anzi, quello degli integralisti non è affatto Islâm, ma una deleteria deformazione, una caricatura del vero volto della religione islamica, di quella realtà di uomini e donne che in Italia e nel mondo con fede, pazienza e dignità cercano di vivere la propria vita nell’abbandono a Dio e nella ricerca della vera Pace.
Non stupisce dunque che Yahya Pallavicini, membro della Consulta per l’Islâm Italiano del Ministero dell’Interno, proponga la Co.Re.Is. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana come valido interlocutore per un auspicato accordo tra lo Stato italiano e la religione islamica: chi infatti potrebbe essere migliore intermediario dei musulmani italiani tra lo Stato, di cui sono cittadini, e i loro correligionari provenienti dal resto del mondo? Per arginare le follie integraliste da un lato e gli stereotipi laicisti dall’altro, prospettive entrambe accomunate dall’ignoranza del carattere della vera islamicità, occorre la conoscenza reale delle religioni ortodosse, e Dentro la Moschea è una tappa decisiva in questo difficile percorso di reciproco riconoscimento: non possiamo che auspicarne la diffusione tra coloro che sinceramente intendono approfondire la conoscenza della religione islamica e riflettere sul destino dell’Occidente. 
Non manca infine la nota ecumenica. Colpisce infatti la citazione evangelica posta in cima alla quarta di copertina: «Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt. 4,4). Colpisce perché pochi sanno che l’Islâm tradizionale e ortodosso non nega il Cristo, figlio di Maria Vergine, Spirito e Verbo di Dio, ma anzi ne attende la seconda venuta alla fine dei tempi. Questo libro è la testimonianza di chi aspira a realizzarne l’esempio perfetto di pietà spirituale e abbandono a Dio, secondo la stessa perfezione cui l’Altissimo non ha mai smesso di esortare gli uomini dall’inizio del mondo.
Una testimonianza preziosa dunque, una tappa fondamentale per il dialogo religioso in Italia e in Europa, in un periodo di molti e profondi cambiamenti: quale peso avrà la presenza e la voce dei musulmani italiani «nel cuore dell’Occidente»?

 

'Isa 'Abd al-Haqq Benassi

15 novembre 2007