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Il Cielo e la Terra: religioni e spiritualità in TV
Islamicità è lieta di presentare ai suoi lettori “Il Cielo e la Terra”, “primo talk show sulla spiritualità della tv italiana”, secondo la definizione degli ideatori del programma Fabrizio Rondolino e Simona Ercolani. “Il Cielo e la Terra”, condotto da Giorgio Zanchini, si articola in quattro puntate di 50 minuti l'una senza interruzioni: la trasmissione andrà in onda per quattro venerdì consecutivi in seconda serata su Rai Tre, alle ore 23.45, a cominciare dal 20 giugno. “In televisione il tema della religione viene sempre affrontato in termini di geopolitica o mettendo in antitesi clericalismo e anticlericalismo”, spiega l'autore del programma Fabrizio Rondolino. “Nel dibattito pubblico manca la dimensione spirituale. Eppure consultiamo maghi, andiamo in analisi, prendiamo un sacco di psicofarmaci. Deleghiamo questa sfera della vita a psichiatri e fattucchiere, dimenticando che il pensiero religioso se ne occupa professionalmente”. In effetti, “Il Cielo e la Terra” non nasce per raccontare in modo comparatistico le differenze tra le religioni, ma proprio per dare visibilità al patrimonio della sacralità e alla riflessione illuminata dei sapienti, che da sempre offrono una risposta alle questioni fondamentali per la vita di ogni uomo e donna. Fabrizio Rondolino e la moglie Simona Ercolani raccontano la genesi della trasmissione: “Da queste osservazioni nasce l'idea di un programma in qualche modo rivoluzionario, nel quale esponenti delle diverse tradizioni religiose si incontrano non per raccontare ciascuno la propria dottrina, ma per dibattere insieme i problemi dell'esistenza: nella prima puntata, ad esempio, spiegheranno come si fa a essere felici”. Il tema della prima puntata, che andrà in onda venerdì 20 giugno alle ore 23.45 su Rai Tre, sarà dunque dedicato a “La Felicità”. Cos'è la felicità e come l'uomo può raggiungerla in questo mondo e nell'Altro? In che senso i maestri di ogni religione affermano che non vi è perfetta letizia se non in Dio? Seguiranno quindi, a distanza di una settimana l'uno dall'altro e sempre di venerdì, i temi dell'Aldilà (27 giugno), del Male (4 luglio) e dell'Anima (11 luglio). Sarà insomma un dibattito ad ampio raggio, che spazierà oltre i confini della dottrina che ciascuno rappresenta, pur senza d'altra parte prescinderne. Dai rappresentanti religiosi invitati si attendono riflessioni significative sul senso e sul fine dell'esistenza, sulla vita oltre la morte, su ignoranza e dolore, sulla natura ontologica dell'uomo che, come insegna la tradizione islamica, è stato creato “secondo la Forma del Misericordioso”. Rondolino, un intellettuale versatile i cui interessi spaziano dalla politica alla letteratura, dal cinema alla televisione, descrive volentieri il carattere del nuovo talk show: “Abbiamo voluto dare al programma un'impronta rigorosa e seria, ma non noiosa né impenetrabile, in un panorama televisivo che vede prevalere trasmissioni povere di contenuti. Diciamo che il programma potrebbe intitolarsi “Il senso della vita”, se non ci fosse già una trasmissione con lo stesso nome”. I sei ospiti saranno il rabbino Benedetto Carucci Viterbi (docente del Collegio Rabbinico Italiano), monsignor Ermenegildo Manicardi (sacerdote cattolico e rettore dell'Almo Collegio Capranica), il pastore Daniele Garrone (pastore valdese e decano della Facoltà Valdese di Teologia), l'imam Yahya Pallavicini (vicepresidente della Comunità Religiosa Islamica Italiana), il monaco buddhista Jiso Forzani (missionario della scuola Soto in Italia) e il professor Maurizio Ferraris (docente di Filosofia Teoretica all'Università di Torino). Ebraismo, Cristianesimo Cattolico e Protestante, Islam e Buddhismo in dialogo, dunque, con la partecipazione qualificata e interessante di un filosofo laico come Ferraris, che non esita a definirsi “ateo”. L'auspicio di Islamicità, detto incidentalmente e senza polemica, è che non si intenda proporre l'ateismo come una sorta di pseudo religione da cui non poter prescindere in un contesto interreligioso, a ragione di un malinteso “pluralismo”. Altrimenti il passo successivo, con l'inserimento “democratico” tra i religiosi di rappresentanti della New Age o del fondamentalismo, rischia di non essere troppo lontano. Il dibattito consentirà uno scambio differito anche con l'esterno degli studi televisivi, poiché le riflessioni degli ospiti saranno intervallate da interviste ambientate in luoghi diversi e incentrate sul tema della puntata. Lo studio, invece, vedrà i sei ospiti e il pubblico collocati “in una scenografia minimalista, quasi astratta, una sorta di limbo che non prevede simboli confessionali - spiega Rondolino - perché non abbiamo voluto dare l'idea di un supermarket delle religioni. Tutti gli invitati hanno accettato con grande entusiasmo, forse perché incuriositi dall'idea, inconsueta ma antichissima, di parlare dei problemi della vita. Tutti sono dottori della chiesa, studiosi, professori, guide spirituali delle proprie comunità, ma hanno anche contatti diretti con il popolo dei fedeli”. Il vasto pubblico di coloro che sono interessati ai temi fondamentali della spiritualità, intanto, attende con fiducia che le suggestive premesse della trasmissione possano essere confermate fin da venerdì sera.
La Redazione 19 giugno 2008 |