Il Misericordioso, Allah e i Suoi Profeti”


“Un’occasione unica nel panorama editoriale italiano”, così definisce l’editore (Edizioni Messaggero di Padova), quest’ultimo lavoro di Yahya Pallavicini, imam della moschea al-Wahid di Milano e vicepresidente della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana.

Padre Edoardo Scognamiglio, direttore della collana “Hiwar-Dialogo”, da sempre figura di spicco per il dialogo interreligioso con l’Islam, ha indubbiamente operato una scelta anticonvenzionale, dando coraggiosamente spazio a un raro esempio di riflessione teologica islamica offerto da un imam italiano, a fronte di un panorama editoriale prevalentemente concentrato su studi che trattano l’Islam più con un taglio storico e sociologico.

Ma sarebbe difficile definire questo libro un semplice “trattato” di dottrina, o trovare qualcosa di simile anche fra le pubblicazioni di autori musulmani contemporanei. I fondamentali princìpi dell’Islam vengono infatti illuminati da esempi concreti di alcune figure fondanti della tradizione abramica e, come tali, parti integranti e “radici” della stessa civiltà occidentale.

Dieci figure profetiche sono trattate con il linguaggio molto accessibile di un autore musulmano, nato e cresciuto nell’Occidente contemporaneo ma, allo stesso tempo, con grande profondità dottrinale, facendo di quest’opera anche un agile strumento didattico, utile più che mai nella scuola di oggi che sta discutendo sulla possibilità di introdurre l’ora di religione islamica a fianco di quella cattolica1.

Partendo da Adam, primo uomo e per l’Islam anche primo Profeta, si giunge all’ultimo dei Profeti, il “Sigillo della Profezia”, Muhammad, passando per Ibrahim, Abramo, che si pone in un certo senso al centro, “illuminando” i Profeti precedenti e quelli posteriori.

Nel libro scopriamo come sia proprio Abramo, il padre del monoteismo, che permette ad Ebrei, Cristiani e Musulmani di riconoscersi fratelli nella fede nell’Unico Dio e di poter trovare “familiare” questo libro, indipendentemente dalla fede di appartenenza.

Anche quando l’Autore tratta del Khidr, il Profeta depositario di una sapienza superiore, apprendiamo che in realtà non è una specificità dell’Islam, avendo grande affinità con la misteriosa figura di Melchisedek dell’Antico Testamento, “Sacerdote del Dio Altissimo”, che benedisse Abramo e lo autorizzò nella sua missione.

Oltre a presentare una funzionalità educativa per il mondo delle scuole di ogni ordine e grado, questa pubblicazione contiene numerosi spunti che andrebbero ulteriormente sviluppati proprio da chi opera attivamente nel dialogo interreligioso. Esso dimostra chiaramente che le religioni sono intrinsecamente portate al dialolgo, ancor prima che fra singoli individui: è infatti sulla base di un “accordo sui princìpi”2 che le comunità dovrebbero incontrarsi e dialogare proficuamente fra loro costruendo la vera pace, secondo il detto evangelico “Grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio dirigeremo i nostri passi sulla via della pace”3.

Se l’accordo avviene infatti solo sulla base delle necessità pratiche e contingenti fra uomini, per quanto funzionali e necessarie, vi è il rischio di ostacolare quell’autentica apertura alla conoscenza dell’altro nella sua integralità, che è alla base del vero incontro di civiltà.

In questo senso l’Autore lavora da decenni a livello internazionale per ribadire la necessità del dialogo “ai vertici” e di una reale conoscenza dell’apporto che l’Islam ha dato e può dare ai fondamenti spirituali e culturali della nostra civiltà.

Dopo essersi dedicato ad una corretta informazione sull’Islam in Occidente (L’Islam e l’Europa, Il Saggiatore, Milano 2004) e alla comprensione di cosa realmente sia una comunità religiosa (Dentro la Moschea, BUR, Milano 2007), Yahya Pallavicini si dedica finalmente al “cuore” della spiritualità islamica, dando la parola direttamente a Dio che si esprime attraverso i Suoi Profeti.

Molti lettori ritroveranno le stesse narrazioni che li hanno accompagnati fin dalla fanciullezza e che fanno parte delle proprie radici religiose e culturali e, con crescente meraviglia, scopriranno che nell’Islam si tratta degli stessi Profeti inviati dallo stesso Dio, con la stessa finalità di “ricordare” all’uomo la sua origine divina ed “ammonirlo” a non smarrire la “retta via”.

Partendo, ad esempio, dalla profondità e il rispetto riservati nei capitoli dedicati a ‘Isa, Gesù, e a sua madre Maryam, sarebbe davvero interessante avviare un dibattito su come i cristiani recepiscono la visione islamica del Cristo, non presentato come “Figlio” bensì come RuhAllah, Spirito di Dio, del quale l’Islam custodisce inoltre una ricca tradizione di “detti” 4.

La lunga e unica catena profetica si conclude infine con l’ultimo Profeta, il “Sigillo della Profezia”, Muhammad, unica vera specificità dell’Islam, e tuttavia esempio di perfezione per tutti; il libro, che inizia con tre capitoli dal titolo “La conoscenza”, “La fede”, “Il sostentamento”, si conclude infatti con il Profeta Muhammad, massimo grado di armonia di questi tre aspetti, Spirito, Anima e Corpo.

In definitiva lo spunto più utile ed essenziale emerge dallo sguardo d’insieme delle storie più belle dei Profeti, uomini attraverso i quali il Misericordioso si manifesta all’umanità, offrendo modelli di perfezione per qualsiasi fedele in tempi e modi diversi, a seconda delle specificità di ogni popolo ed epoca.

Ciò fa de Il Misericordioso un’opera a tutti gli effetti “cattolica”, nel senso di “universale”, e l’Editore, non a caso francescano, se n’è reso conto fin dall’inizio: la sua universalità è un antidoto contro ogni integralismo di chi considera unica e assoluta la propria fede, dimenticando che «Unico e Assoluto è solo Dio, l’Altissimo, il Misericordioso».

'Abd al-Ghafur Masotti

24 dicembre 2009

 

note:

1 È la proposta del Viceministro Urso al workshop di Asolo del 16 Ottobre scorso, dedicato alle nuove politiche di integrazione.

2 L’espressione è del metafisico francese René Guénon (“Oriente e Occidente”, cap. II)

3 Luca 1,78

4 Cfr. “I detti islamici di Gesù” a cura della Fondazione Lorenzo Valla (Mondadori, 2009)