Quando inizierà il Ramadan 1430 ?


Quando inizierà il mese di Ramadan 1430, quello dell’anno 2009 ? In questo momento, tutti i musulmani del mondo si stanno legittimamente ponendo questa domanda. Come ogni anno molte sono le “previsioni” sulla data possibile: venerdì 21 agosto oppure sabato 22 agosto? E, come ogni anno, bisogna constatare che i dibattiti sono vivi. Ma perché è apparentemente così difficile fissare una data che stabilisca un consenso?


Un simbolo dell’Islam : la luna crescente


Tutti sanno che in effetti si tratta semplicemente di vedere la sottile falce di luna crescente (hilal) dopo la Luna Nuova perché inizi il mese di Ramadan, nono mese del calendario lunare islamico, e perché i musulmani inizino a praticare il sawm, quarto pilastro dell’Islam, il digiuno rituale dai primi bagliori dell’alba fino allo scomparire del bordo superiore del sole al tramonto. Nel ben noto passo coranico che istituisce il sawm (Corano II, 182-187), Dio precisa “Chiunque di voi veda il mese, digiuni durante il mese”, e il Profeta precisa a proposito dello hilal: “Digiunate quando lo vedete e cessate il digiuno quando lo vedete” [cioè, quando inizia il mese successivo]. Questa visione della falce (ru’yat-al-hilal) non è solamente un modo per contare il tempo. Secondo molti commentatori, essa corrisponde anche a un simbolo (mathal) proposto da Dio, quello del cuore del credente che poco a poco si illumina della luce di Dio e si prepara a rivivere la “discesa” del Sacro Corano. Il segno della stella della rivelazione accolta dal cuore è allora il simbolo stesso dell’Islam, e troneggia su numerosi minareti.


Luna Nuova e formazione del crescente di Luna


Se l’avvenimento astronomico dello hilal è così ben definito, dovrebbe essere possibile predire le cose in anticipo, nell’epoca in cui l’essere umano è capace di inviare delle sonde per esplorare i pianeti del sistema solare e di osservare le galassie situate a miliardi di anni luce. La cosa assume particolare rilievo in quest’anno 2009, dichiarato Anno Mondiale dell’Astronomia dall’UNESCO e dall’Unione Astronomica Internazionale. L’ambizione dell’Anno Mondiale dell’Astronomia è che, almeno una volta nel corso dell’anno, tutti i cittadini del mondo possano osservare il cielo e rendersi conto della loro presenza nel cosmo. Numerose manifestazioni astronomiche hanno avuto luogo in tutti i paesi, compresi i paesi islamici, e quelli in cui vivono importanti comunità islamiche, come la Francia. Molti alunni e studenti sono stati particolarmente incitati a comprendere meglio gli apparenti movimenti del Sole e della Luna. Ciò dovrebbe dare una buona preparazione per questa questione della visione dello hilal.


Ma il processo che permette di determinare il primo giorno di Ramadan è complesso. Mette in gioco, oltre a delle conoscenze astronomiche sviluppatesi nel corso dei secoli (in particolar modo grazie agli astronomi musulmani), ciò che bisogna chiamare dei “fattori” di natura ideologica. La situazione confusa che subiamo da molti anni è il risultato dell’influenza di questi fattori.

 

Per iniziare, bisogna ricordare alcuni dati astronomici indispensabili. Una “Nuova Luna” ha luogo a ogni ciclo lunare, quando la Luna è alla massima prossimità all’asse Terra-Sole e a noi mostra la faccia non illuminata dal Sole. Si tratta di un avvenimento globale che vale per la Terra intera e che è determinato con una grande precisione dal calcolo astronomico. La notte che segue la Luna Nuova è chiamata “la Notte del Dubbio”. Dopo l’istante della Luna Nuova bisogna attendere, a seconda dei casi, dalle 12 alle 18 ore perché la Luna si allontani sufficientemente da questo asse e cominci a mostrare una parte molto sottile della sua faccia illuminata
(la falce o hilal).



La visione del crescente di Luna : possibile qui, impossibile altrove


A seconda della localizzazione dell’osservatore sulla Terra, la falce sarà visibile o meno all’inizio di questa Notte del dubbio. Il calcolo sulla possibilità di vedere la falce è stato l’oggetto di lavori astronomici dall’antichità e fino all’epoca moderna, passando per il periodo dell’apogeo del mondo islamico. Il risultato di questi lavori è che si può definire con precisione dove e quando sarà impossibile vedere lo hilal, e dove e quando sarà invece facile vederlo. Esiste tuttavia una regione “intermedia” dove la situazione dipende molto dalla trasparenza dell’atmosfera e dei mezzi di osservazione dei quali si doterà l’osservatore (cioè dalla qualità del telescopio).


Se l’osservatore vede la falce una data sera, il mese di Ramadan inizia per la sua “zona”. Altrimenti si prolunga di un giorno il mese lunare precedente, e il primo giorno di digiuno della “zona” sarà due giorni dopo. Mentre la Luna Nuova è un avvenimento globale, la visione del crescente di Luna rimane un avvenimento locale che vale per una determinata “zona”. Evidentemente, la grandezza della zona resta l’oggetto delle interpretazioni. All’epoca del Profeta e delle prime generazioni di musulmani, le zone erano poco estese, e poiché i mezzi di comunicazione erano limitati non c’era nulla in contrario se da una città all’altra il mese del digiuno iniziava con un giorno di ritardo. Oramai i mezzi di comunicazione permettono scambi di informazioni da un estremo all’altro della Terra. Ma, d’un tratto, sorge un altro problema, poiché lo hilal può essere visibile in un luogo e non essere del tutto visibile in un altro. Coloro che non vedono lo hilal, ma sono informati che è stato visto altrove, devono digiunare? In effetti, ciò dipende anche dall’ora in cui perviene loro l’informazione.


Quest’anno sarà, a questo proposito, un caso esemplare in cui l’ora dell’informazione riveste una grande importanza. La Luna Nuova prima del Ramadan 1430 avrà luogo giovedì 20 agosto alle 12h01, ora legale francese. Infatti, i calcoli astronomici mostrano con certezza che la falce non sarà visibile quella sera né in Francia né altrove in nessun luogo d’Europa o del Maghreb. Seguendo la tradizione, bisognerà dunque riportare l’inizio del digiuno in Francia a sabato 22 agosto.


Un calendario globale ?


Ma nel mondo islamico è apparsa una nuova esigenza: quella di avere un calendario che permetta di predire i mesi lunari con certezza in maniera globale. In principio ci sono delle ragioni economiche. L’incertezza sull’inizio del mese causa dei problemi per le imprese, per le amministrazioni, per le agenzie di viaggio. C’è inoltre una motivazione più ideologica. Un inizio e una fine del mese così “imprevedibile”, che varia da un luogo a un altro, impedisce al calendario islamico di essere utilizzato dalle moderne società islamiche come un “elemento” di civilizzazione, di fronte o in alternativa al calendario gregoriano, considerato come “occidentale” o “cristiano”. C’è infine e, soprattutto, una nuova percezione di ciò che deve essere l’unità della ummah: non più solamente il rispetto dei principi comuni, ma quello di “fare le cose allo stesso tempo e allo stesso modo”. Per questa sensibilità, la “zona” dell’osservatore non è più un paese, ma è tutto il mondo islamico. Ma ciò non significa confondere unità e uniformità?

È così che numerose voci si levano per proporre un calendario « globale » che permetta a tutta la ummah di iniziare e finire il digiuno “contemporaneamente”. Molte soluzioni sono state proposte. Ci permettiamo di dire qui che nessuna di queste è pienamente soddisfacente, cioè che nessun criterio globale permette di rispettare le prescrizione della visibilità locale della falce di Luna crescente in ogni luogo e per ogni anno. Bisogna dunque scegliere: o si resta dell’idea che lo hilal debba essere visibile localmente, e non ci sarà allora alcun calendario globale. Oppure si vuole avere un calendario globale e, qualunque sia la soluzione scelta, non si avrà la garanzia che lo hilal sarà effettivamente visibile, anno dopo anno, in ogni luogo. Ci sia permesso di esprimere modestamente la nostra opinione d’astrofisico e di credente: noi preferiamo la soluzione in cui lo hilal debba essere visibile localmente.


E quest’anno?


Un criterio globale molto utilizzato è che sia sufficiente che la Luna crescente sia visibile in un punto della Terra, affinché l’inizio del mese sia definito ovunque. Questo anno rischia di essere particolarmente critico: la falce sarà visibile giovedì 20 sera solamente nel sud-ovest del continente sud-americano e con difficoltà, e ciò significa che la visione richiederà l’utilizzo di un telescopio, in buone condizioni atmosferiche. Per esempio, la falce potrà essere vista in Cile, verso il tramonto del Sole, che avrà luogo a Santiago alle 18h19. In Cile, il digiuno potrà allora cominciare il giovedì sera.


Si potrebbe allora decidere che il mese di Ramadan inizi il giovedì sera, e iniziare a digiunare il venerdì 21. Ma questa decisione comporterebbe un problema: il fuso orario che è di sei ore tra il Cile e la Francia. Quando a Santiago saranno le 18h19, in Francia saranno le 0h19 del mattino del venerdì. Facendo cominciare il Ramadan giovedì sera in Francia, si deciderebbe dunque di far iniziare il mese, fare la preghiera di ‘isha del giovedì (alle 22h26 a Parigi) e le preghiere del tarawih subito dopo, quando, a quell’ora, nessuno sulla terra avrebbe ancora potuto osservare lo hilal. L’informazione sull’avvistamento dello hilal in Sudamerica, se ci sarà, cosa che non è garantita, perverrà infatti troppo tardi in Francia. Ciò non ci sembra accettabile. Questa scelta non sarebbe un sintomo della “virtualizzazione della realtà” che colpisce la società moderna, e che ci fa dimenticare che, al di là dei calcoli, ci sono un vero Sole e una vera Luna?


La soluzione più saggia sarà constatare giovedì 20 alla sera, dopo la preghiera del maghreb, che lo hilal non è visibile in Francia e che, fino a quel momento, nessuna informazione sull’avvistamento ci sarà pervenuta in Europa, né nel Maghreb. Si deciderà allora di aggiungere un giorno al mese di Sha’ban e di fissare il primo giorno di Ramadan il venerdì 21 al tramonto del sole. Il primo giorno di digiuno sarà allora sabato 22 agosto.


Solo questa soluzione può essere presentata alla società francese e in particolare agli astronomi che ci guardano e s’interrogano spesso sulle strane pratiche della nostra comunità islamica di Francia in materia di calendario. In questo Anno Mondiale dell’Astronomia, bisognerebbe pensare, infine, a guardare il cielo durante la Notte del Dubbio, e il giorno seguente. Non c’è niente infatti di più bello di questo hilal e dell’asterisma (figura nel cielo) che esso forma frequentemente nel cielo con un pianeta o con una stella luminosa…


Abd al-Haqq Guiderdoni è astrofisico, direttore dell’Institut des Hautes Etudes Islamiques e vice presidente dell’Institut Français de Civilisation Musulmane di Lione.


Abd al-Haqq Guiderdoni

09 settembre 2009